Reiki Usui
terzo livello

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Postfazione a Reikimonamour,
di Dhyan Serena
novembre 2007


1. responsabilità

Il discorso sulla responsabilità è intrinseco al Reiki e diventa mano a mano sempre più importante, fino ad essere imprescindibile quando si parla di terzo livello (o Master). Rispetto a questo io mi pongo esattamente come per un semplice trattamento Reiki: sono un canale di luce e amore. Mi centro nel cuore e mi metto a disposizione, con gioia e fiducia. Dunque, quando qualcuno mi chiede il Master, io dico di sì. Mettendo molto in chiaro alcune cose, prima. E in particolare proprio il fatto che io sono solo un canale e, in quanto tale, sono responsabile solo ed esclusivamente del mio intento di luce e amore. Che sia cristallino e potente. Il resto è nelle mani dell'Esistenza. Io riconosco di non sapere se qualcuno è pronto o meno a riceve il terzo livello: neppure se si trattasse di mia sorella lo saprei! Certo, con tutte le mie forze, in alcuni casi, cerco di convincere chi chiede a desistere... ci sono tradizioni nelle quali il discepolo deve chiedere per tre volte prima di essere accettato nella comunità. Il "volere" è l'unico punto di partenza possibile. E il mio volere è quello di essere uno strumento nelle mani dell'Esistenza. Ogni giorno prego in questo modo:

Signore, sia fatta la tua volontà.
Dammi luce per comprenderla.
Dammi forza per attuarla.
Dammi calore per trasfondere nei fratelli
questa luce e questa forza d'Amore.
Che la tua volontà sia la mia volontà.

Credo che la cosa più fertile che io possa fare sia quella di riportare le persone alla propria responsabilità: basta deleghe! Se mi chiedi il terzo livello, vuol dire che ti senti pronto. Se ti vedo incerto o titubante posso supportarti nel processo di chirificazione, ma in fin dei conti sei tu che lo devi sapere. In questo modo intendo stimolare il contatto con il Maestro interiore, e far fiorire la fiducia e la gioia che risiedono in ognuno di noi.

2. togliere barriere alla diffusione

Adoro il Reiki, proprio perchè è un fiume che ci riporta profondamente a noi stessi. Ci credo veramente, lo trovo un potente strumento di trasformazione, sottile e persistente, utilizzabile in ogni istante, veramente "nostro". Per questo da anni mi prodigo per la sua massima diffusione. Nel mio percorso ho notato che ci sono alcuni impedimenti pricipali al propagarsi dell'onda Reiki. Il primo, a mio avviso, è proprio il fatto che sia insito nel Reiki prendersi la responsabilità delle proprie azioni, pensieri, emozioni, in sintsi della propria vita. E' un passo importante, che ci trasforma da vittime ad artefici, e che non tutti si sentono da fare. Nel nostro mondo siamo così spesso portati verso l'esterno, lontano dalla fonte. L'altra cosa che, a mio avviso, ostacola la diffusione del Reiki è la questione denaro. Ora, sono d'accordo che se uno ci deve vivere, se ne fa una professione fonte di sostentamento, dedicandovi molto del proprio tempo, ha il diritto - se non il dovere - di chiedere uno scambio monetario. Ma col Reiki veramente si è perso il lume della ragione! Chiedere 10.000€ per un terzo livello è pura follia. Anche se questo include otto fine settimana di corso. C'è veramente chi ha esagerato e, indipendentemente dalle ragioni storiche che hanno portato a questo, credo sia ora di riequilibrare i piatti della bilancia. I master che sposano lo stile "Reikimonamour" si mettono a disposizione per attivazioni di primo, secondo e terzo livello assolutamente gratuite. L'impostazione è questa: c'è un programma annuale su internet di oltre una decina di incontri di fine settimana o di una giornata, nei quali si attua una sorta di scuola di Reiki, in sinergia totale tra i vari livelli. In pratica, chi prende il master contribuisce. al pari degli altri partecipanti, alle spese dell'organizzazione della giornata (che di solito sono una ventina di euro), ed ha la possibilità di crearsi su misura un training per diventare realmente un insegnante di Reiki. Insegnante è una parola grossa e va onorata. Ancora una volta: responsabilità. Io non ti impongo regole, e tanto meno te le vendo: sono semplicemente a disposizione per condividere con te quello che so e, ancora di più, quello che vivo nei gruppi, sul campo, sperimentando a cuore aperto e intento saldo. A nome mio e di chi gioca con me.

3. cambiare la percezione dello scambio energetico

Inoltre c'è un bellissimo progetto, che si chiama Vivre con Gioia, che si intreccia da sempre a Reikimonamour. Con questa formula organizziamo week-end di benessere e consapevolezza e, per meglio assaporare le delizie della condivisione, abbiamo deciso di svincolare il valore di questo incontrarci dalla misurazione monetaria. Un po' come quando si chiudono gli occhi per affinare il tatto, il gusto e gli altri sensi, spesso negletti. L'idea è quella di dare spazio ad altri tipi di percezione, partendo dal fatto che, in ogni caso, è molto difficile attribuire un valore monetario al benessere che sprigiona dall'incontro dei cuori. L'esperienza pluriennale ci insegna che l'Universo appoggia questa forma di relazione umana, che ha tutte le caratteristiche della Nuova Era. E con fiducia sappiamo di avere la possibilità di vivere con magia ogni attimo di questo incontrarci, perchè gioia, fiducia e magia risiedono alla fonte del nostro essere umani.

Ve lo dirò con le parole di Colui che mi ha insegnato: quello che fa di noi dei pellegrini e dei cercatori di pace è il ricordo della Gioia, e quel ricordo, senza saperlo tutti quanti lo portiamo in noi... Persino nell'abisso delle nostre tristezze più profonde! L'abbiamo in noi perchè è il Soffio della Vita, il marchio indelebile del nostro spirito. Senza di esso non esistiamo.
Dunque, mi è stato detto che la Gioia è l'elemento primo che esprime il Padre, e per mezzo del quale la Fiamma è nata nell'Universo, e poi nella nostra essenza. E in verità, amici miei, noi siamo il frutto del gioco che si confonde con questa gioia. Ve ne ricorderete?


dal "Vangelo di Maria Maddalena", di Daniel Meurois-Givaudan